Cartoline dagli alberghi e B&B vuoti. Viaggio senza viaggiatori

A cura di Titti Spanó

Agostino Ingenito

Voci nel silenzio, divenute note di uno strumento fuori tempo, di ritmo e di suono. Nessuno li ascolta
Nessuno li aiuta. Intrappolati come una mandria selvaggia in attesa di essere liberata. Vagabondano in una città dove la vita è sospesa, dove non c’è musica per strada, dove non c’è odore di caffè, di cornetti sfornati, di file fuori ai ristoranti.
La paura di incontrare gente, di salutarla, di non prendere abbastanza le distanze. La paura di viaggiare.
Città vuote di interesse,  sagome illusorie di turisti che popolano le nostre strade e i nostri alberghi rasati al suolo da una pandemia che ci  minaccia da 10 mesi. Vedo reception in attesa, camere pulite e pronte per accogliere, fornelli in disuso, conserve ormai in scadenza. Affitti da pagare, tasse da pagare, utenze da pagare per un settore quello alberghiero ormai al collasso.
Incontro passeggiando nel cuore di Napoli in via Tupputi il titolare del B&B” I Borbone di Napoli.” Struttura rinomata  che  sta affrontando come tantissime altre una crisi profonda. Mi soffermo a parlare con il titolare, ormai sopraffatto  dalle spese ed anche con lo sguardo abbassato di chi non sa più dove guardare e in cosa sperare.

Mi dice Renato Nigro : “Lo stato non ha tutelato la mia categoria che è la più colpita in assoluto.
Non abbiamo ricevuto nessuna forma di aiuto, fosse anche solo attraverso la decurtazione delle spese di fornitura, utenze, pubblicità online, contratti  per servizi di pulizia e lavanderia.
Per non parlare degli affitti cari, nonostante la mancanza di lavoro siamo costretti a pagare, soprattutto non c’è una data certa di quando tutto ciò finirà, ciò significa ritrovarsi nel buio più totale”.

A tal proposito ho incontrato il presidente del Abbac Agostino Ingenito al quale ho rivolto alcune domande sulla questione. – “La filiera turistica – afferma Ingenito- è stata pesantemente colpita dalle conseguenze della pandemia. È al collasso il nostro settore ricettivo, che negli ultimi anni aveva garantito ottime opportunità economiche alle famiglie e piccole imprese.
Oggi la pandemia ha azzerato tutto, decine le richieste di assistenza, devono fare i conti con un mercato complicato per le locazioni. Inoltre il settore extra alberghiero non ha ricevuto ristoro e tutto questo ha determinato la grave condizione di queste famiglie, che contavano sull’unico bene disponibile di una abitazione in locazione o di proprietà che era stata adeguata spesso con mutuo e prestiti alle esigenze dei viaggiatori.
Per il futuro l’obiettivo è programmare – aggiunge Ingenito –
La pandemia terminerà e con essa ripartirà la voglia dei viaggiatori di ripartire e scoprire i nostri territori. Serve – conclude Ingenito- pertanto un coordinamento pubblico privato, rispondere con azioni forti e decise ad una concorrenza agguerrita che ci sarà tra i territori.
Le nostre regioni non hanno spesso una governance per il turismo e in Campania la disorganizzazione e l’approssimazione è spesso un costante in contrasto con un’eccezione professionalità e competenza dei nostri operatori, capaci di accogliere le falle organizzative.
La partita si gioca nel prossimo futuro, sulla sostenibilità e su una sicura piattaforma che esalti e promuova la nostra identità.
Occorre una visione”.
Ci aggrappiamo ad un’unica speranza  ed una voglia di riprenderci ciò che bruscamente e inaspettatamente ci è stato tolto.


Titti Spanò.

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