Comico si nasce o si diventa? Ridere e far ridere è una cosa seria!

È dall’ironia che comincia la libertà” diceva qualche tempo fa un certo Victor Hugo ….

Un’indagine insolita forse quella che propongo oggi, un qualcosa che in pochi magari avranno approfondito, l’evoluzione della comicità nel corso degli anni fino ad arrivare ad oggi.

La risata può essere un toccasana per il nostro benessere psicologico: ridendo rilasciamo nell’organismo le endorfine, dette “ormoni della felicità”, che incrementano le sensazioni di benessere. Una battuta può risollevare l’umore dopo una giornata no

Non sorprende che nel tempo quella del comico sia diventata una vera professione. Da quanto tempo l’umanità si intrattiene con l’arte della risata? Difficile capirlo con certezza, ma sembra che la comicità ci accompagni da epoche remote.

Oggi più che mai abbiamo bisogno di ridere, i vari mass media ci propongono ogni giorno notizie sempre più dure, difficili da accettare, una sana risata non è un modo per banalizzare o ridicolizzare ciò che accade sotto i nostri occhi, ma semplicemente un modo per affrontare al meglio la quotidianità! Un comico non è uno che prende la vita alla leggera, è un uomo che prende la vita come gli viene data, e decide di non farsi schiacciare da lei, ma di vederla come se ci si trovasse per un attimo nello spogliatoio sbagliato, aspettando il momento in cui raccontarlo a qualcuno. Più si ragiona così, più il tempo necessario a metabolizzare la possibilità di ridere di qualcosa si accorcia. Rendendosi conto che, ovunque ci troviamo, anche in un’epoca segnata da pandemia e guerre, ci sarà sempre la possibilità, un giorno, di “riderci su”. Un giorno avremo imparato a guardare tutto questo con l’occhio dell’assurdità, senza paura, lasciando la realtà lì dov’è, perché quello è il posto dove deve stare. Farsi una risata non vuol dire essere degli screanzati, o delle persone poco coscienziose, è esattamente l’opposto: farsi una risata vuol dire avere coscienza che da qualche parte, in qualche epoca passata o futura, qualcuno potrebbe davvero scriverci un libro infinitamente divertente su ciò che stiamo vivendo oggi. Alcuni studi hanno evidenziato come le persone più divertenti siano anche più attraenti agli occhi degli altri e come il senso dell’umorismo rafforzi la fiducia in se stessi e il proprio ruolo sociale. Addirittura si è scoperto che anche nelle relazioni affettive l’umorismo è molto importante per un rapporto che sia duraturo nel tempo. Saper ridere e sorridere di se stessi e della realtà che ci circonda è un modo saggio per guardare con il giusto distacco le cose della vita, ci permettere di non essere intrappolati in prospettive o visioni troppo rigide e di osservare con arguzia e intelligenza.

E arriviamo a noi, parliamo di comicità, e di persone che hanno reso nel corso degli anni la risata un vero patrimonio culturale nazionale. Proprio così: acclamata in tutto il mondo per gli interpreti nostrani che si sono cimentati nel genere, la comicità italiana è considerata patrimonio artistico, ma soprattutto umano, del Belpaese. Dal principe della risata Totò ad Alberto Sordi, Renato Pozzetto, Paolo Villaggio, Lino Banfi, fino ai più recenti Zalone e Maccio Capatonda, il Made in Italy può vantare purosangue di tutto rispetto nella propria scuderia, la verve dei nostri maestri di comicità e ciò che riescono a trasmettere non solo tramite la parola, ma anche semplicemente coi movimenti del corpo, sono doni innati invidiati da tutto il mondo!

Ciò che intendo fare oggi non è una polemica da puritano, ma un’attenta analisi dell’evoluzione della comicità che è andata avanti negli anni con la stessa evoluzione della società. Per farlo, prendo ad esempio 2 comici dei tempi passati e vorrei confrontarli con 2 comici di oggi. Totò, il Principe della risata, è il primo nome che mi viene in mente: di lui e su di lui è stato detto è scritto di tutto, a Napoli è diventato un’icona, un oggetto di culto, come San Gennaro. Totò per me è stato e sarà sempre non solo un grande comico, capace di poterci far sorridere con battute semplici ma “punzecchiate”, ma un uomo capace di andare OLTRE, riuscendo a fare oltre che umorismo puro anche satira vera e propria, a volte velata, altre volte esplicita! Tante sono le sue battute passate alla storia, che anche se sentite milioni di volte fanno ridere, sempre! ( “Signorina veniamo noi con questa mia addirvi una parola che scusate se sono poche ma settecentomila lire; noi ci fanno specie che questanno c’è stato una grande moria delle vacche come voi ben sapete.: Questa moneta servono a che voi vi consolate dai dispiaceri che avreta perché dovete lasciare nostro nipote che gli zii che siamo noi medesimo di persona vi mandano questo perché il giovanotto è studente che studia che si deve prendere una laura che deve tenere la testa al solito posto cioè sul collo”. Da Totò, Peppino e la Malafemmina ). Ecco, frasi e battute semplici, che magari potrebbero sembrare banali ma forse proprio per la loro semplicità fanno e faranno sempre ridere! Su totò potrei dilungarmi all’infinito, una sola puntata non basterebbe per parlarne, e allora che dire poi, arrivando in epoca moderna di un certo Massimo Troisi, la cui forza comica si trovava soprattutto nella visione sarcastica e romanzata del quotidiano, dove ogni evento diventava spunto per un umorismo spontaneo, immediato, paradossale, mai volgare, aggressivo o urlato. Lui non aveva bisogno di forzare una situazione o di una parolaccia per strappare la risata del pubblico, ma si basava sulla mimica inconfondibile e un talento quasi istintivo per i tempi della battuta. 

Dal teatro-cabaret al cinema, dalla radio alla tv, la comicità italiana di oggi si nutre in molti casi  di urla sguaiate, volgarità, bassezze, qualunquismi e stereotipi. Oggi è cambiato il modo di far ridere e soprattutto cosa fa ridere le persone. Infatti sempre più ragazzi sulla piattaforma cinese Tik Tok si divertono a fare video in cui raccontano aneddoti dell’infanzia o dell’adolescenza, spesso usando il playback con la frase di qualche comico o tratti da vari show televisivi e film. Si imposta il filtro, l’audio da usare in sottofondo, si rallenta la velocità per poter scandire bene tutte le battute ed ecco a voi un fantastico video comico che si mischia e confonde ad altri milioni di video online. Per non parlare di quelli che tagliano parti di altri video in cui affiancano la loro reazione, come se a me potesse fregare qualcosa di come reagisce una persona a me sconosciuta. Insomma, la comicità ha la durata di 30 secondi per poi passare al video successivo.

E i comici vecchio stampo, non ci sono più? Quei pochi che esistono o resistono, tendono a raccontare vicende che richiamano situazioni di stampo esplicitamente sessuale o blasfemo con un linguaggio forse troppo volgare, per cercare di far ridere le fasce d’età più adulte dimenticandosi dei bambini. I monologhi di questi comici sono sempre più lunghi in cui raccontano tutto e niente, dimenticati nel momento stesso in cui si spegne la tv o si chiude la finestra di YouTube.In questa realtà passeggera allora non resta forse che aggrapparci a quelle frasi iconiche che hanno segnato la grande comicità italiana. La comicità genuina e sempliciotta del passato che resterà nel cuore delle persone che l’hanno vissuta, ognuno con un attore o film preferito. Il cambiamento è parte integrante della società, certo, e non può essere fermato, ma il modo in cui si ride potrebbe essere la sostanza più umana che ci identifica maggiormente, in tutte le sue diversità.

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