Contagi Coronavirus boom improvviso perché?

La curva dei CONTAGI da CORONAVIRUS, in Italia, continua a salire giorno dopo giorno facendo crescere l’apprensione e le paure per un nuovo BOOM improvviso. Nelle ultime 24 ore sono stati 1.462 (contro i 1.411 di ieri) i positivi al COVID-19 (QUI il bollettino completo), il dato più alto dagli inizi di maggio, con 9 morti. Bisogna anche dire che sono stati effettuati ben 97.065 tamponi, un record per il terzo giorno di fila, secondo i dati del ministero della Salute.

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Ma questa trend in salita, tamponi da record o no, inizia a preoccupare chi di virus ed epidemie se ne intende. Parliamo di Pier Luigi LOPALCO, l’epidemiologo dell’Università di Pisa e a capo della task-force della Regione Puglia per l’emergenza COVID. “Attenti o ci troveremo nelle stesse condizioni. Francia e Germania hanno vissuto qualche settimana prima quello che stiamo vivendo noi adesso. Se non si interviene con politiche attive di blocco dei focolai e tracciamento dei contatti, a breve ci troveremo nelle condizioni di Francia e Germania. La proiezione è quella, bisogna rallentare quanto più possibile la corsa”. L’epidemiologo lo ha riferito all’Huffington Post

LOPALCO ha spiegato che la situazione “richiede un intervento immediato con politiche attive. Le regole dell’epidemiologia sono sempre le stesse, il virus Sars-Cov2 pure. Non sta cambiando. I nuovi casi di oggi sono diversi da quelli da febbraio-marzo perché con le politiche di sorveglianza stiamo individuando casi che non vedevamo, molti asintomatici. Se da un lato è una buona notizia, dall’altro bisogna fare molta attenzione a concentrarsi solo sul fatto che le rianimazioni sono sostanzialmente libere. Se questa curva la facciamo crescere senza controllo e rianimazioni torneranno a riempirsi“.

“Rallentare l’andamento della progressione del contagio, appiattire la curva epidemica”, è questo l’obiettivo da perseguire. “Oggi abbiamo gli strumenti tecnici per farlo e dobbiamo lavorare in questa direzione, puntando sull’identificazione dei casi, anche asintomatici, e l’isolamento”, ha concluso il professore.

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