Di sangue e di altre cure. Il mistero di Caravaggio al Rione Sanità

Di Valentina Capuano

Un alone di mistero circonda la realizzazione de “La circoncisione” una tela custodita nella Chiesa di  Santa Maria la Sanità  ed inizialmente commissionata al Caravaggio. L’opera dell’artista lombardo fu smarrita o forse nascosta  sotto la tela realizzata di Vincenzo Forlì?Nel Romanzo di Agnese Palumbo la storia tra il giovane pittore Giovanni Orefice e Cecilia , aspirante medico, contribuirà a ricostruire la storia di questa chiesa e il rapporto tra Caravaggio e la Napoli degli inizi del XVII secolo.

Questa è la storia di un amore, quello tra Giovanni Orefice, giovane di nobili origini che decide di rinnegare i privilegi del proprio casato  per inseguire il sogno  di diventare pittore, e Cecilia, una giovane donna, che, sprezzante  delle convenzioni del tempo, decide di seguire la sua passione per la medicina, professione che intende esercitare nonostante il disappunto dei familiari.

Ma è anche la storia di una chiesa , la Chiesa di santa Maria la Sanità, ricostruita  sui resti della cripta paleocristiana di San Gaudioso,di proprietà della famiglia Mascolo, su indicazione del cardinale Paolo Burali d’Arezzo che affidò tali resti in abbandono ai Frati dell’ordine dei predicatori, con l’obbligo di non vendere né scavare i marmi del sacro edificio.

Fu proprio durante i lavori di scavo  e di ripristino dell’antica chiesetta annessa alla Cripta, che fu rinvenuta nell’abside, l’immagine affrescata della Madonna con il bambini sulle ginocchia risalente al V / VI secolo , che da allora è diventata  di grande richiamo  per la decozione popolare , poiché è la più antica immagine mariana  riconosciuta a Napoli.

Alla costruzione del conventi seguì, a partire dal 1602 l’edificazione di una nuova chiesa  su progetto di Fra Giuseppe Nuvolo, che conservò l’immagine della Vergine ritenuta miracolosa, circostanza che contribuì ad accrescere la fama del luogo.

All’interno della Chiesa vi è un imponente tela raffigurante la Circoncisione del Cristo, ascrivibile a Vincenzo Forlì e datata tra il 1610/12, tela , pare inizialmente commissionata al Caravaggio.

L’artista lombardo, talento indiscusso ma uomo dal carattere iracondo, pare sia stato scortato da Roma a Napoli poiché su di lui pendeva una condanna per omicidio. Rifugiatosi a Palazzo Colonna, pare fosse solito , addentrandosi nelle viscere di Napoli, , tra le catacombe , per osservare i corpi dei defunti al fine di studiarne l’anatomia  e poterli ritrarre meglio. 

Giovanni Orefice, che ambiva ad essere un eccellente pittore, si era messo sulle sue tracce, chiedendo di lui  a Battistello Caracciolo,per  poi, imbattersi in Cecilia, una giovane ed ardimentosa donna, anch’essa dedita allo studio dell’anatomia umana poiché studentessa in medicina. L’incontro con la sua bellissima musa e con il maestro Caravaggio nei sotterranei di Napoli, sono descritti nel romanzo di Agnese Palumbo con dialoghi che lasciano trapelare il clima che si respirava a Napoli nel XVII secolo. Napoli era considerata “ una città industriosa che si manteneva sui commerci, città di pezzi di mondo, mosaico di pisani, catalani, ragusei, fiamminghi, francesi”; insomma un coacervo di culture e civiltà che la rendevano tappa irrinunciabile per artisti di ogni dove.

Non è dato sapere se la Circoncisione , che fu inizialmente commissionata al Caravaggio sia andata perduta o se sia nascosta sotto la tela realizzata da Vincenzo Forlì, dipinto  tutt’ora visionabile all’interno della Chiesa di Santa Maria alla Sanità. Ma quel che è certo è che la basilica di Santa Maria della Sanità è uno dei più importanti monumenti della Controriforma  a Napoli, e può considerarsi un vero  e proprio museo perché conserva al suo interno dipinti , marmi e decorazioni di grande interesse per la conoscenza della storia delle arti a Napoli tra il XVII e il XVII secolo.

Valentina Capuano

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