Fatiha Sakhri, storia di un’ordinaria discriminazione razziale

Razzismo, termine che dovrebbe essere ormai in disuso ma che ancora fa molto parlare di sé, nonostante l’avvento di una società definita moderna e del progresso.

Oggi parliamo di uno dei tanti episodi che accadono e che lasciano l’amaro in bocca, la storia accaduta a Fatiha Sakhri, infermiera campana di origini magrebine.

Pronto signora buongiorno , la chiamo perché ho trovato il suo numero sul sito del Montecatone, ho mio fratello che sta facendo una lunga riabilitazione li all’Istituto Montecatone ma con il covid purtroppo non siamo riusciti a stargli vicino . Ho grande necessità di una camera per un lungo soggiorno per i miei genitori e visto che lei ne ha una in affitto , volevo sapere se fosse ancora disponibile ..

La Signora: certo , la camera è libera (mi descrive l’alloggio nel dettaglio con entusiasmo )

Io: ok perfetto , allora ce la riservi tra una settimana quindi venerdì prossimo ci vediamo, grazie mille.

PS: signora molto gentile e disponibile , finalmente una gioia , pianifico il viaggio , tutto ok.

Oggi , sveglia alle 3:30 , partiamo io , mio fratello piccolo e i miei genitori , chiamo la signora per avvisarla , sempre molto gentile lei , mi ripete l’indirizzo , via Montecatone numero 14 , Imola . Arriviamo stanchi verso le 12:00 , tutto ok il viaggio . Siamo stanchi vogliamo passare per la stanza a posare le cose , rinfrescarci un po’ e andare da mio fratello in ospedale .

Arriviamo all’indirizzo della camera , scendo dalla macchina .. una signora insieme al marito ci guardano insospettiti , sono i proprietari. Parlano a bassa voce , si guardano .. silenzio , mi avvicino , mi presento : salve sono Sakhri , ci siamo sentiti per la camera ..

– ah.. si .. (senza nemmeno salutare)ma non siete di Napoli allora …

Scusi signora in che senso?

Le non mi ha detto al telefono che NON SIETE ITALIANI , mi ha detto che venite da Napoli

Signora , mi dispiace non averlo specificato ma non pensavo avesse importanza ai fini dell’affitto !!

Eh beh sì invece ..

Io senza parole… shoccata

Poi siete in tanti , no non è possibile affittare la stanza , no no mi dispiace.

Papà: lei(io ) se ne va fate stare almeno mia moglie con il bambino nella stanza.

Nono mi dispiace , non ci avete detto che siete stranieri prima ..

Quindi lei mi sta dicendo che non ci vuole affittare la stanza perché siamo STRANIERI???

Lei: NON SOLO , anche perché c’è il bambino .

Quindi il motivo principale è che non siamo italiani ( alla faccia della cittadinanza italiana di giusto un anno fa’)

Panico .. e ora dove andiamo? Penso..

Dio santo , ma sto sognando ? Non può essere vero , non ci posso credere !

Signora ma si rende conto che noi siamo venuti fin qui convinti di avere un alloggio sicuro? Direi fortuna che siamo venuti con la macchina e non con il treno , altrimenti saremmo rimasti a via Montecatone , sotto quei 30 gradi al sole cocente

Si , capisco ma non posso affittare la stanza“.

Ecco ciò che ha raccontato la protagonista in uno sfogo su Facebook, e denunciato alle Autorità. Un episodio che lascia basiti, ma che rappresenta solo un esempio di una serie di una serie di casi di discriminazione razziale. La donna e la sua famiglia hanno poi trovato un’altra sistemazione a Imola da un altro affittacamere. “Ci ha dato massima disponibilità , affitto immediato con mole elevata di gentilezza e generosità”. Al giorno d’oggi ancora esiste il pensiero che l’altro, il diverso, spaventa. Si preferisce ignorare le diversità, illudendosi che rappresentino vere minacce. Ad oggi fenomeni come la xenofobia, la paura dello straniero, sono in continuo aumento e, anche se in molti hanno provato ad opporsi a queste terribili realtà, ancora nessuno è riuscito a cancellarle definitivamente. Resta però una domanda, un interrogativo che sembrerebbe anche scontato come risposta ma a cui non si riesce ancora a togliere dalla mente di molti: Diverso da chi? Chi può stabilire cosa sia la diversità? Chi può stabilire la superiorità di una razza rispetto ad un’altra?

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