Focolai nei Tribunali:Avvocati costretti a lavorare senza misure di sicurezza.

Riceviamo e pubblichiamo:

Studio Legale – Associato Vizzino

Avv. Riccardo Vizzino –  Avv. Antonella D’Alto –  

Avv. Emma Vizzino – 

Avv.  Luisa Scotto Di Frega  -Avv. Caterina Santangelo  

Via Silvio Spaventa n° 9 – 80142 NAPOLI

Via san Biase – 85040 Viggianello (PZ)

Tel.: 0815534945 – Fax: 0815630289

e-mail: info@studiolegalevizzino.it

pec avv.riccardovizzino@pec.giuffre.it

Pericolo di focolai di contagio nei Tribunali: Avvocati costretti a lavorare in assenza di misure di sicurezza. Proposta di temporanea chiusura degli Uffici giudiziari per apportare gli interventi necessari alla messa in sicurezza degli stessi.

Come noto, nei mesi di marzo ed aprile 2020, in pieno lock-down, è stata disposta la chiusura degli Uffici Giudiziari su tutto il territorio nazionale, cosa mai accaduta in epoca repubblicana. Eppure gli interventi messi in campo per fronteggiare la diffusione del Covid-19, anche alla luce dei noti e numerosi casi di contagiati tra giudici, personale giudiziario ed avvocati, sono risultati inadeguati ed insufficienti. Infatti, si è assistito principalmente alla riduzione del numero delle udienze da trattarsi. Null’altro. Solo pochi uffici giudiziari hanno adottato misure di controllo degli ingressi nell’edificio, consentendo l’ingresso agli avvocati esclusivamente a scaglioni e solo a ridosso dell’orario della propria udienza onde evitare l’affollamento delle aule. In altre parole, a parte sporadici interventi volti ad arginare, con le risorse disponibili, l’estensione del contagio, la situazione di grave pericolo e degrado in cui versavano gli Uffici giudiziari è rimasta pressoché la stessa. Questo è quanto denuncia lo Studio legale Vizzino con l’esposto che si allega.

Nonostante le numerose segnalazioni e denunce inoltrate dal predetto Studio legale, si assiste ancora una volta inermi alle numerose falle e deficienze della macchina giudiziaria che si manifestano, in particolare, attraverso le palesi condizioni di invivibilità e inagibilità degli edifici assegnati ai Giudici di Pace. Il rischio è quello dell’insorgere di focolai di infezione nei Tribunali e negli Uffici dei Giudici di Pace del circondario di Napoli, Nola, Torre Annunziata, Napoli Nord e Salerno: non se ne parla forse perché non interessa a nessuno?

Inoltre, per quanto riguarda l’annosa questione della patologica carenza di organico giudiziario, raccogliamo le doglianze e le richieste della RSU e del RSL dell’Ufficio del Giudice di Pace di Napoli, le quali, facendo seguito all’incontro con le OO SS ed il Consigliere Delegato Dr. Cioffi del 27.11.2020, chiedono la sospensione dei decreti di applicazione del personale giudiziario. Infatti, in virtù di tali decreti, il personale, già gravemente sotto organico, vedrebbe ridotto di ulteriori 9 unità i proprio addetti, determinando una sicura riduzione dei servizi fruibili con conseguente grave lesione del diritto del cittadino ad una Giustizia rapida; l’assunzione di altre unità lavorative appare l’unica concreta risposta alle deficienze della struttura giudiziaria. Infatti, un’altra problematica derivante dalla emergenza Covid-19 riguarda gli innumerevoli rinvii e slittamenti delle cause anche con una dilazione di 18 mesi.

Rebus sic stantibus, lo Studio legale Vizzino formula le seguenti proposte: 

chiusura immediata degli Uffici giudiziari con l’obbligatoria messa in sicurezza degli edifici dei Giudici di Pace;

sanificazione ripetuta delle aule e delle Cancellerie con predisposizione di personale ad hoc in grado di garantire la pulizia e la sanificazione continua dei servizi igienici;

incremento del personale delle Cancellerie a garanzia del regolare svolgimento delle udienze e della corretta comunicazione dei rinvii delle cause; 

organizzazione delle udienze con orari scadenzati dalle 9:00 di mattina alle 15:00 del pomeriggio; in questo modo si possono garantire un numero maggiore di cause trattate per ogni udienza con la garanzia per gli Avvocati di poter organizzare al meglio il proprio lavoro e poter raggiungere anche più Fori nella stessa giornata.

Studio Legale – Associato Vizzino
Avv. Riccardo Vizzino – Avv. Antonella D’Alto –
Avv. Emma Vizzino –
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C.N.F.
Via del Governo Vecchio n. 3
00186 – Roma

A mezzo pec: urp@pec.cnf.it;

Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli
Via G. Porzio
80143 – Napoli
A mezzo pec: segreteria@avvocatinapoli.legalmail.it;

Consiglio dell’Ordine Degli Avvocati di Napoli Nord
Castello Aragonese – Tribunale di Napoli Nord
81031 – Aversa (CE)
A mezzo pec: segreteriaordineavvocatinapolinord@legalmail.it;

Presidente presso Corte di Appello di Napoli
Piazza Porzio, N.P.G. – Centro Direzionale
80143 – Napoli
A mezzo pec: prot.ca.napoli@giustiziacert.it;

Presidente presso Corte di Appello di Salerno
Viale Unità d’Italia
84100 – Salerno (SA)
A mezzo pec: prot.ca.salerno@giustiziacert.it;
presidente.ca.salerno@giustiziacert.it; Presidente Tribunale di Napoli

A mezzo pec: presidente.tribunale.napoli@giustiziacert.it; Presidente Tribunale Napoli Nord

A mezzo pec: presidente.tribunale.napolinord@giustiziacert.it; Presidente Tribunale Avellino

A mezzo pec: presidente.tribunale.avellino@giustiziacert.it; Presidente Tribunale Salerno

A mezzo pec: presidente.tribunale.salerno@giustiziacert.it; Presidente Tribunale Benevento

A mezzo pec: presidente.tribunale.benevento@giustizia.it;

Spett.le Ministero della Giustizia
In persona del Ministro pro tempore
Palazzo Piacentini – Via Arenula n. 70
00187 – Roma

A mezzo pec: gabinetto.ministro@giustiziacert.it;

Spett.le Ministero Della Salute
In persona del Ministro pro tempore
Via Lungotevere Ripa n. 1
00153 – Roma

A mezzo pec: gab@postacert.sanita.it;
Spett.le Ministero degli Interni
In persona del Ministro pro tempore
Palazzo Viminale
00184 – Roma
A mezzo pec: gabinetto.ministro@pec.interno.it;

Spett.le ASL NA1
in persona del Direttore Generale pro tempore
Via Comunale del Principe n. 13/A
80145 – Napoli

A mezzo pec: aslnapoli1centro@pec.aslna1centro.it;

Spett.le Regione Campania
in persona del Presidente pro tempore
Via Santa Lucia 81
80132 Napoli
A mezzo pec: urp@pec.regione.campania.it;

LA GIUSTIZIA AI TEMPI DEL CORONA VIRUS: TRA DISAGI E RALLENTAMENTI

Il punto della situazione alla luce dei nuovi contagi

“Il tempo per agire è davvero poco! Stiamo assistendo a situazioni di disagi e difficoltà nei ricoveri all’interno degli ospedali che mai avrei voluto rivivere”. Queste le parole ammonitrici del virologo Prof. Galli il quale non nasconde la sua preoccupazione e la sua paura in merito a quanto sta accadendo in questi giorni.
Alla luce degli ultimi dati raccolti sulla diffusione del Virus, gli esperti, i medici e gli scienziati unanimemente sono concordi nel ribadire l’urgenza e la necessità di prendere seri provvedimenti per cercare di incidere quanto prima sulla curva dei contagi. Limitare il più possibile le uscite, rispettare il distanziamento sociale, lavarsi spesso le mani e indossare sempre le mascherina. Queste sono le regole che tutti dobbiamo rispettare improrogabilmente, ma di fatto bisogna porre in essere immediatamente misure di prevenzione e sicurezza più drastiche affinché si possa scongiurare anche questa seconda ondata della pandemia.

In qualità di Avvocato, non posso esimermi dal raccontare e portare all’attenzione delle Istituzioni competenti la grave situazione che stiamo vivendo, che è caratterizzata da abbandono e strafottenza da parte di chi avrebbe dovuto tutelare la categoria. Per mesi non abbiamo potuto esercitare la professione, non abbiamo potuto incontrare i clienti o tantomeno svolgere le udienze innanzi agli Uffici Giudiziari di volta in volta competenti. Come sappiamo, il carico della giustizia era già lento e oberato, ma adesso, dopo la chiusura obbligatoria dovuta al Covid-19, la situazione è drasticamente peggiorata.
Le udienze previste nel periodo di chiusura totale hanno subito rinvii e slittamenti anche di un anno e la stessa cosa si è verificata anche per le prime udienze che sono state fissate in alcuni casi anche con una dilazione di 18 mesi!
Classico esempio di queste problematiche è rappresentato dall’Ufficio del Giudice di Pace di Napoli, composto da 10 Sezioni Civili e circa 50 Giudici, dove si sono registrati i dati più allarmanti e preoccupanti. Infatti, con la predisposizione di circa 20 cause per ciascun Giudice, sono stati calcolati il rinvio di oltre 15.000 cause al mese.
Tutto questo rappresenta una gravissima violazione per i cittadini che vedono calpestati ancora una volta i propri diritti e consiste in un nuovo durissimo colpo per il già provato carico della giustizia. I disagi e i ritardi nei provvedimenti avranno delle ripercussioni ancora più disastrose laddove tutte queste cause verranno convertite in giudizi di equa riparazione, così come previsto dalla Legge n.89/2001.
Il Legislatore infatti ha istituito la possibilità per il Giudice di liquidare a titolo di equa riparazione una somma di denaro (non inferiore a 400 euro e non superiore a 800 euro), per ciascun anno o frazione di anno superiore a sei mesi che eccede il termine ragionevole di durata del processo, costituzionalmente garantito.
Durante la fase di lock-down era stata prevista la possibilità per le cause di competenza del Giudice di Pace, la possibilità di effettuare le iscrizioni a Ruolo in via telematica così da permettere agli Avvocati che avevano già notificato gli atti giudiziari di proseguire l’iter di istaurazione dei giudizi anche a distanza essendo impossibile recarsi di persona negli Uffici. Nei vari mesi di chiusura totale, quindi, sono state notificate a mezzo pec migliaia di cause che dovevano essere iscritte presso il Ruolo degli Affari Civili Giudiziari. A questo punto i Cancellieri si sono ritrovati ad avere un carico eccessivo e incolmabile di lavoro essendo già oberati a causa delle tantissime cause da rinviare e dei Ruoli dei vari Giudici che dovevano essere organizzati ex novo. Pertanto, ad oggi, queste cause iscritte a Ruolo telematicamente sono ancora in attesa di lavorazione e i Colleghi che hanno svolto il lavoro e anticipato le spese sono ancora in attesa dell’assegnazione del Giudice che le tratterà e del differimento della prima udienza!
Anche su questo punto abbiamo individuato una soluzione idonea alla lavorazione di tutte queste cause rimaste in sospeso da 8-9 mesi. E’ necessario, con urgenza, istituire un Ufficio di Cancelleria ad hoc e con personale apposito in grado di occuparsi della lavorazione esclusiva di tutte queste procedure e che sia in grado di fornire informazioni e delucidazioni agli Avvocati che ne facciano richiesta e che vogliano conoscerne lo stato.
In questo clima è diventato difficile se non impossibile compiere anche le cose più semplici come ad esempio organizzarsi per adempimenti, seguire il corso dei rinvii delle cause nei vari Fori Campani o recarsi in udienza. Gli Avvocati che vogliono accedere agli Uffici Giudiziari devono affrontare enormi disagi e rallentamenti stenuanti. Tantissime denunce di problematiche stanno giungendo circa il problema dei mezzi pubblici. Molti Colleghi, infatti, spesso non riescono a recarsi in udienza agli orari prestabiliti a causa dell’eccessivo sovraffollamento dei vagoni della metropolitana.
E’ inaudito, nel momento storico che stiamo vivendo, dichiarano gli Avvocati, starsene stipati come le sardine all’interno delle carrozze dei treni, senza il benché minimo rispetto delle norme sulla distanza di sicurezza e con il gravissimo rischio di contrarre il Virus e diffonderlo poi in maniera dilagante. Non ci sono controlli e non ci sono misure di sicurezza e recarsi a lavoro diventa sempre più pericoloso con il rischio di contrarre il Virus proprio in questi luoghi per poi diffonderlo negli Uffici Giudiziari.
Nel caso specifico degli Uffici dei Giudici di Pace del circondario, i Presidenti dei Tribunali attraverso accordi e trattative con le Istituzioni sono riusciti a garantire almeno un minimo svolgimento di udienze che comunque non può superare le 20- 25 cause al giorno fissate ad orari prestabiliti per ciascun Giudice. Sono state dettate determinate disposizioni di sicurezza per la trattazione e la presenza degli Avvocati. In particolare è prescritto il distanziamento fisico tra le varie parti che partecipano al giudizio, l’uso obbligatorio della mascherina e presidi di sicurezza quali vetri di plexiglass posizionati sulle scrivanie dei Giudici per isolarli e distanziarli durante la trattazione orale delle vertenze da parte degli Avvocati.

La presenza obbligatoria del Cancelliere in udienza quale figura di garanzia e controllo per il regolare svolgimento delle udienze

Tutto quanto disposto sino ad ora rischia seriamente di non essere sufficiente a garantire livelli di sicurezza e prevenzione adeguati. Ciò è suffragato dal preoccupante numero dei contagi in Campania.
Gli Avvocati che si recano in udienza per lo svolgimento della loro professione sono sempre più consapevoli del grave rischio per la propria salute cui vanno incontro. Sono sempre più numerosi i casi di contagi che si stanno diffondendo tra gli appartenenti alla categoria e questo dato ci deve far riflettere proprio sulla precarietà della nostra condizione e sull’inefficienza delle misure di sicurezza poste in essere sino ad ora all’interno degli Uffici del Giudice di Pace. All’ingresso degli stessi, in molti casi, non viene effettuato alcun controllo della temperatura corporea e nessuna identificazione mediante documenti di identità o tesserini dell’Ordine degli Avvocati. Nelle aule di udienza, spesso di dimensioni molto ridotte, si registra la presenza di un numero elevato di persone con conseguenti assembramenti. Anche il semplice gesto di passare il fascicolo d’Ufficio al Collega rischia di essere fatale ai fini della trasmissione del Virus. In queste condizioni nemmeno indossare i guanti servirebbe a scongiurare il problema.
Tutto questo potrebbe essere evitato se solo fossero osservate le disposizioni contenute nel Codice di Procedura Civile.
Ai sensi dell’Art. 130 c.p.c. “Il cancelliere redige il processo verbale di udienza sotto la direzione del giudice.
Il processo verbale è sottoscritto da chi presiede l’udienza e dal cancelliere; di esso non si dà lettura, salvo espressa istanza di parte.”
Dunque, continuando ad adottare obbligatoriamente le misure di sicurezza dettate in
riferimento allo svolgimento delle udienze in presenza, si ritiene necessario, nel
delicato momento storico che stiamo vivendo, abbandonare l’ormai consolidata prassi
che vuole l’affollamento di Avvocati, Periti , CTU e testimoni nelle aule di udienza. e, nel rispetto del dettato normativo, introdurre la presenza fissa del Cancelliere in udienza come figura fondamentale ai fini del regolare svolgimento della stessa. La presenza fissa del Cancelliere in udienza diventerebbe, in questo modo, la garanzia del rispetto delle norme da parte di tutti coloro che partecipano all’udienza; sarebbe preposto alla redazione materiale dei verbali di causa evitando, dunque, qualsiasi contatto o passaggio di documenti e cartelline; sarebbe incaricato di far rispettare i turni per la trattazione delle cause fissate ad orari prestabiliti; non ci sarebbero più assembramenti e presenza eccessiva di persone all’interno di un’unica aula.

L’obbligatoria messa in sicurezza degli edifici dei Giudici di Pace

In riferimento a tutto quanto sin ora denunciato, si ritiene necessario e urgente
predisporre l’immediata sanificazione di tutti gli ambienti, delle aule e delle Cancellerie dei vari Uffici dei Giudici di Pace del territorio campano.
Nella maggior parte dei casi si tratta di strutture fatiscenti e non idonee ad accogliere in maniera soddisfacente le misure dettate in conseguenza alla pandemia diffusasi negli ultimi mesi. L’esigenza di provvedere ad una immediata sanificazione con la predisposizione anche dei dispenser contenenti il gel igienizzante all’interno degli Uffici stessi è particolarmente sentita e reclamata da Avvocati, Giudici e Cancellieri, in riferimento alle strutture dei Giudici di pace, costretti ad assistere ad una grave disparità di provvedimenti rispetto a quanto è stato disposto per i Tribunali Ordinari. Infatti, in merito a questi ultimi, sono stati attuati celermente protocolli di sanificazione e istallazione dei dispender di gel igienizzante in edifici che di fatto sono molto più grandi e affollati.
A questo punto, alla luce dei disagi e delle problematiche denunciate, è necessario predisporre un serio programma di sicurezza e sanificazione in grado di garantire il diritto alla salute di tutti i soggetti confluenti nelle strutture. In particolare, la sanificazione costante e ripetuta delle aule e delle Cancellerie; la predisposizione di personale ad hoc in grado di garantire la pulizia e la sanificazione continua dei servizi igienici; incremento del personale delle Cancellerie a tutela e garanzia del rispetto delle norme di sicurezza e del regolare svolgimento delle udienze e della corretta e funzionale comunicazione dei rinvii delle cause; la predisposizione di presidi di sicurezza all’ingresso degli Uffici che rilevino la temperatura corporea di chi accede e che registri attraverso il Tesserino degli Avvocati e il documento di identità la presenza di tutti coloro che accedono alla struttura anche al fine poi di verificarne il tracciamento nell’ipotesi di riscontrati casi di positività e porre in essere le dovute misure di prevenzione. Precise identificazioni e registrazione dei dati poi devono essere compiute anche nei confronti di coloro che accedono alle strutture nella qualità di periti del Giudice o testimoni. Chiediamo, infine, agli organi competenti di predisporre un piano regolatore delle udienze in grado di garantire realmente il buon andamento della giustizia nel rispetto delle norme sulla sicurezza. A questo proposito, proponiamo l’organizzazione delle udienze con orari scadenzati dalle 9:00 di mattina alle 15:00 del pomeriggio. Solo in questo modo si possono garantire un numero maggiore di cause trattate per ogni udienza con la garanzia per gli Avvocati di poter organizzare al meglio il proprio lavoro e poter raggiungere anche più Fori nella stessa giornata.
Con la presente, si intende ribadire che vi è il concreto rischio che numerosi
colleghi potrebbero contagiarsi a causa dell’assenza delle misure cui sopra si è fatto riferimento. La condotta di chi rende possibile tutto ciò sarebbe astrattamente idonea ad integrare il reato di epidemia colposa.

E’ per tutti questi motivi che si rendono necessari e urgenti pulizie e sanificazioni costanti di questi ambienti frequentatissimi.
Si pensi anche al fatto di non riuscire a garantire le dovute e costanti sanificazioni dei servizi igienici, con il rischio di contrarre il Virus proprio in questa circostanza. Sarebbe opportuno e necessario istituire la presenza obbligatoria di personale ad hoc posizionato all’ingresso dei bagni e che provveda a sanificare l’ambiente ogni volta che viene utilizzato. Altre gravi testimonianze di Colleghi, invece, riguardano la gravissima violazione riscontrata in alcuni Fori nei quali i bagni risultano del tutto inaccessibili in quanto chiusi a chiave. Ancora, ulteriore denuncia da parte della categoria ha riguardato il fatto che in alcuni Uffici Giudiziari, all’ingresso gli addetti alla sicurezza e alla prevenzione non provvedono a rilevare la temperatura corporea di coloro che accedono.
Anche la trattazione giornaliera delle cause in numero ridotto rischia di diventare motivo di ulteriore aggravamento nell’ambito dell’organizzazione del lavoro dell’Avvocato, il quale si ritrova a dover fronteggiare la necessità di delegare ad altri Colleghi le proprie cause essendo impossibilitato, a causa della fissazione delle udienze ad orari fissi e, dunque, non può più recarsi in più Fori Giudiziari nello stesso giorno. Da segnalare che una forte riduzione dei disagi è stata possibile solo grazie al grande lavoro sinergico e di collaborazione posto in essere dai Cancellieri e dai Giudici che si sono adoperati con grande impegno al fine di agevolare la conoscenza dei rinvii e garantire il regolare svolgimento delle udienze.
Negli ultimi giorni abbiamo avuto modo di confrontarci telefonicamente con diversi Colleghi che hanno contratto il Corona Virus e anche in questi casi purtroppo si deve riscontare tanta preoccupazione e paura non solo per la propria salute e quella dei familiari ma anche in riferimento alla condizione lavorativa. La drammatica situazione in cui ci troviamo di certo accomuna tutti noi e le difficoltà e gli impedimenti sono ormai all’ordine del giorno. Abbiamo avuto modo di ascoltare le parole di coloro che seppur asintomatici esprimono grandi timori per ciò che sta succedendo e ribadiscono l’importanza di non sottovalutare il problema, di avere comportamenti più responsabili e fare in modo di attuare tutte le misure di prevenzione possibili partendo dalla necessità di sanificare con costanza gli ambienti giudiziari. Dunque, in un clima di tensione e precarietà anche la semplice collaborazione reciproca sembra di difficile attuazione. I Colleghi che si ritrovano in quarantena obbligatoria hanno enormi difficoltà nel delegare le proprie cause ad altri Colleghi, per non parlare dell’impossibilità di continuare a seguire i propri clienti con costanza. Non viene prevista nemmeno la possibilità in udienza di invocare il legittimo impedimento a causa del Covid in quanto secondo un recente orientamento della Cassazione all’Avvocato è sempre concesso di delegare oralmente le cause. Viene a configurarsi in questo modo una grave violazione del diritto di difesa e del diritto per l’avvocato di presenziare personalmente in giudizio. Anche in riferimento a quest’ultimo aspetto vogliamo ribadire tutto il nostro disappunto e vogliamo invitare tutti i Colleghi e i Giudici a fare appello alla propria sensibilità e buon senso attuando comportamenti ben più rispondenti alle esigente attuali e ai doveri deontologici che contraddistinguono la nostra professione.
A questo punto, alla luce dei disagi e delle problematiche denunciate, è necessario giungere ad una chiusura per almeno 20 giorni di tutti gli Uffici Giudiziari e predisporre un serio programma di sicurezza e sanificazione in grado di garantire il diritto alla salute di tutti i soggetti confluenti nelle strutture. Questa chiusura momentanea dei vari Fori Giudiziari sarebbe propedeutica all’individuazione di tutte le misure obbligatorie da porre in essere. In primis, quindi, la sanificazione costante e ripetuta delle aule e delle Cancellerie; la predisposizione di personale ad hoc in grado di garantire la pulizia e la sanificazione continua dei servizi igienici; incremento del personale delle Cancellerie a tutela e garanzia del rispetto delle norme di sicurezza, del regolare svolgimento delle udienze e della corretta e funzionale comunicazione dei rinvii delle cause; la predisposizione di presidi di sicurezza all’ingresso degli Uffici che rilevino la temperatura corporea di chi accede e che registri attraverso il Tesserino degli Avvocati e il documento di identità la presenza di tutti coloro che accedono alla struttura anche al fine poi di verificarne il tracciamento nell’ipotesi di riscontrati casi di positività e porre in essere le dovute misure di prevenzione. Precise identificazioni e registrazione dei dati poi devono essere compiute anche nei confronti di coloro che accedono alle strutture nella qualità di periti del Giudice o testimoni. Chiediamo, infine, agli organi competenti di predisporre un piano regolatore delle udienze in grado di garantire realmente il buon andamento della giustizia nel rispetto delle norme sulla sicurezza. A questo proposito, proponiamo l’organizzazione delle udienze con orari scadenzati dalle 9:00 di mattina alle 15:00 del pomeriggio. Una siffatta organizzazione delle udienze darebbe la possibilità non solo di assicurare il corretto svolgimento delle udienze, ma anche il rispetto delle norme di sicurezza sul distanziamento sociale e la concreta soluzione per registrare correttamente negli appositi registri tutti coloro che accedono negli Uffici del Giudice di Pace.
Solo in questo modo si possono garantire un numero maggiore di cause trattate per ogni udienza con la garanzia per gli Avvocati di poter organizzare al meglio il proprio lavoro e poter raggiungere anche più Fori nella stessa giornata.

Test seriologici per tutti gli Avvocati: dubbi sull’attendibilità dei risultati e spreco di risorse economiche

È di recente introduzione la possibilità che il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati ha
predisposto per tutti gli appartenenti alla categoria di effettuare dei test rapidi
sierologici per lo screening e l’identificazione degli avvocati positivi al Corona Virus.
Infatti, sono state istituite delle vere e proprie postazioni nei pressi del Tribunale di Napoli dove poter effettuare i suddetti test. La predisposizione di questi accertamenti si è resa necessaria in seguito ad alcune denunce provenienti da alcuni appartenenti alla categoria che attraverso i social hanno denunciato la gravissima prassi riferita genericamente ad alcuni Colleghi di recarsi normalmente negli Uffici Giudiziari per le udienze pur essendo consapevolmente positivi al Virus.
La scelta del COA, certamente apprezzabile, non è però sufficiente.
Nel caso di specie, riteniamo che il test rapido sia scarsamente attendibile circa i risultati e, pertanto, una siffatta soluzione appare solo un inutile dispendio di risorse economiche che ben potrebbero essere adoperate per interventi concreti e certamente più risolutivi ed efficaci a lungo termine.
Tutt’al più sarebbe sicuramente più utile prevedere un sistema uniformato di screening di tutti gli Avvocati e Praticanti a livello regionale mediante la procedura dei tamponi naso – faringei.

Comitato permanente per il monitoraggio concreto della situazione e un Comitato per il sostegno morale e psicologico di coloro che si trovano a vivere grandi sofferenze e disagi

Ancora, a livello Istituzionale Regionale sarebbe utile istituire un Comitato Permanente
Composto da membri della Società civile, psicologi, psicoterapisti, sociologi e medici per il monitoraggio concreto e ravvicinato di tutte le problematiche legate al Covid –
19 e delle relative misure di sicurezza e prevenzione da attuare.
Al nostro Presidente della Regione, Vincenzo De Luca, chiediamo dunque di agire in tal senso al più presto e di non sottovalutare il problema, anche perché omissioni di questo genere costituiscono gli estremi per il reato di epidemia colposa.
Un altro aspetto da non sottovalutare, strettamente correlato alla diffusione della pandemia, è quello psicologico. Sempre più persone si ritrovano a dover vivere situazioni drammatiche sia dal punto di vista psicologico che economico. Pertanto, l’istituzione di un tale servizio, associato ad un numero verde, servirebbe per offrire supporto morale e vicinanza a tutti coloro che in seguito allo stato di emergenza dovuto al Covid abbiano subito gravi conseguenze e disagi.

Il pagamento dei contributi dovuti dagli Avvocati: Cassa Forense dispone inutili proroghe e provvedimenti non risolutivi

Infine, una doverosa digressione è necessaria anche in riferimento all’annosa questione contributiva e previdenziale degli Avvocati.
La Cassa di previdenza e assistenza forense è l’ente privato che si occupa della gestione del sistema previdenziale degli avvocati e nel periodo di estrema diffusione del Virus ha disposto, per gli iscritti rispondenti e determinati requisiti economici e surrogandosi ai fondi dello Stato, l’elargizione di somme di denaro per i mesi di marzo aprile e maggio a sostegno di coloro che, quindi, si sono ritrovati ad avere una grave riduzione del proprio reddito.
Una siffatta soluzione rappresenta una effimera manovra per arginare il vero problema che è quello della effettiva impossibilità per moltissimi iscritti di far fronte al pagamento degli esosi contributi previdenziali che ogni anno l’Avvocato deve corrispondere. In particolare, i contributi minimi obbligatori e i contributi in autoliquidazione la cui corresponsione obbligatoria è stata semplicemente prorogata al 31 dicembre. Come ben si può immaginare, la difficilissima situazione che affligge la nostra categoria da mesi non può di certo risolversi con piccole somme mensili elargite o con inutili proroghe, anche perché, ad oggi, con le pochissime udienze celebrate e i rinvii delle stesse dilazionati anche a distanza di 18 mesi, si comprende benissimo che anche i guadagni degli Avvocati non sono assicurati o quantomeno sono divenuti incerti.
A questo proposito, chiediamo all’ente assistenziale degli Avvocati Cassa Forense di accedere ai Fondi previsti dall’Unione Europea e di surrogarsi su di questi per il pagamento di tutte le tasse dovute dagli iscritti così da poter davvero configurare un fine assistenziale concreto e offrire un aiuto effettivo a tutti coloro che sono in difficoltà.

Avv. Caterina Santangelo –

Avv. Riccardo Vizzino

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