Gli Osanna al 40,Tff con “Milano calibro 9: le ore del destino” di Deborah Farina

GLI OSANNA AL 40.TFF CON “MILANO CALIBRO 9: LE ORE DEL DESTINO” DI DEBORAH FARINA

Nel cinquantennale dall’uscita di “Milano calibro 9”,  il Torino Film Festival rende omaggio al cult di Fernando Di Leo con le world premiere del film-documentario “Milano calibro 9: le ore del destino” di M. Deborah Farina e la proiezione del restauro della pellicola del 1972, realizzato dal Csc/Cineteca Nazionale in collaborazione con Minerva Pictures, con due proiezioni: 27 e 29 novembre al Cinema Massimo di Torino, alla presenza del cast. La stretta collaborazione tra la regista e il gruppo prog-rock partenopeo continua saldamente, dopo l’acclamata pellicola “Osannaples”, con questa nuova opera, presente in uno dei festival cinematografici piu’ prestigiosi al mondo. Già coautori, per la parte rock, insieme a Luis Bacalov, della colonna sonora originale di “Milano calibro 9”, gli Osanna  (Gennaro Barba, Enzo Cascella, Pasquale ‘Pako’ Capobianco, Sasà Priore, Irvin Vairetti), accanto al loro leader e co-fondatore della band nel 1971 con Danilo Rustici, Lino Vairetti, sempre nello stile visionario dell’autrice e interpretando gli stessi personaggi di “Osannaples”, fanno rivivere, per tutto il corso del film, le note della colonna originale, accanto ai vari elementi che si intersecano e avvicendano lungo la narrazione.

E’ la voce del critico cinematografico Davide Pulici di Nocturno, a trasportarci dentro la storia, usando le stesse parole Di Leo,  un viaggio che ha come destinazione Milano tra passato e presente, svelando come il senso ultimo alla base del film, sia il concetto del destino.  Le ore (e i giorni), sono quelle impresse sulla prima stampa del film del 1972, ritenute dallo stesso autore centrali nella concezione della vicenda, poi scomparse e oggi tornate ad essere presenti grazie al restauro. “Milano calibro 9: le ore del destino”,  oltre a fissare questo momento di ritorno all’opera originaria, intende consegnare al pubblico un’ esperienza di immersione cinephile, tra immagini e suoni. Tra le testimonianze anche quella di Lino Vairetti: “Stavamo realizzando la nostra opera rock “Palepoli”, quando ci chiamarono dalla Fonit Cetra, la nostra etichetta discografica, per realizzare con Bacalov questa colonna sonora. Per noi fu una cosa bellissima, sospendemmo “Palepoli” e ci buttammo a capofitto dentro questa esperienza del tutto nuova, con l’entusiasmo di cinque ragazzi del Vomero poco piu’ che ventenni, che mai avrebbero immaginato di arrivare fin qui, a cinquant’anni di distanza”. 

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