Italia e lavoro: la truffa è sempre dietro l’angolo!

Italia e lavoro, un rapporto che in realtà non si è mai consolidato, non è mai sorto un feeling vero… Certo, è pur vero che non manca al 100% ma, parliamoci chiaro, al di fuori delle professionalità acquisite da ognuno di noi che danno molte più chance, al giorno d’oggi se non si possiede una buona dose di raccomandazioni, non si va molto lontano. Ciò che intendo fare è nient’altro che una denuncia verso tutto ciò che non va nella nostra società, non ho paura di dire le cose così come stanno! Rispetto ad altri Paesi, europei e non solo, il nostro è ancora orientato verso il favoritismo, la parentela, la raccomandazione… Chiamiamola anche polemica, ma altrimenti non mi spiego come ad esempio tanti laureati ( dotati quindi del classico pezzo di carta, la laurea ) debbano necessariamente emigrare all’estero per trovare veri e seri sbocchi occupazionali. Si dice che i giovani non riescono ad adattarsi al mercato perché non godono delle qualifiche adatte o disdegnano retribuzioni diverse dalle quelle pretese. Ma è tutto così semplice? Non proprio, almeno per quanto riguarda le competenze. Secondo dati Ocse, l’organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, in Italia circa il 40% dei lavoratori non sono compatibili con le qualifiche del loro impiego . Ma la sorpresa è che la quota di sottoqualificati è praticamente identica a quella dei sovra-qualificati: lavoratori giovani, e meno giovani, con talenti che non riescono a essere assorbiti o valorizzati dal sistema delle imprese italiane. Per un professionista al di sotto delle attese dei datori di lavoro, ce n’è uno che si scontra su un sistema incapace di premiarlo.

Passiamo ora a scanner un altro aspetto oscuro che si sta diffondendo a macchia d’olio e che sfavorisce ancor di più chi cerca spasmodicamente un lavoro: le truffe, e il rubare per scopi orrendi i dati personali sensibili. Quando si leggono gli annunci di lavoro bisogna fare molta attenzione a non rispondere agli annunci falsi che vengono creati da alcune persone con lo scopo di ingannare gli altri per fare soldi o per sfruttare il bisogno di lavoro pressante. Sappiamo tutti quanto possa essere dura in questo momento per tutti e soprattutto per i giovani affacciarsi sul panorama ”lavoro” a causa della crisi, ma non solo, anche a causa della cattiva gestione imprenditoriale del mondo del lavoro stesso, sempre più sfruttato e malpagato, una situazione angosciosa che ti spinge a sperare magari nell’offerta allettante di una proposta di lavoro “semplice” giunta magicamente al nostro indirizzo di posta elettronica! Annunci questi, falsi che stanno aumentando vertiginosamente. Lo segnalano tanti giovani, in blog e forum, raccontando di essere incappati in offerte di lavoro all’apparenza uguali alle altre, ma che poi, in sede di colloquio, si sono rivelate ingannevoli o truffaldine.

L’unica cosa di cui dovremmo stupirci è chiederci il perché si lascia spazio nella pubblicazione su Internet di questi annunci truffa, raggirando la gente che ha bisogno di lavorare. Oggi mi va proprio di fare polemica al riguardo, mi rivolgo soprattutto al mondo social: proprio in questo contesto mi imbatto spesso in annunci palesemente falsi che circolano liberamente sui social, un mondo nuovo per alcuni e che in fin dei conti potrebbe anche essere un ottimo strumento di condivisione, di scambio di opinioni, di post inerenti al mondo del lavoro… Eppure c’è sempre il cretino di turno che, sfruttando account falsi, crea annunci di lavoro dove ad esempio millanta offerte occupazionali fantastiche in cambio di cosa? Documenti! Ebbene si, si spacciano per agenzie di lavoro ( ultimamente è successo con la famosa agenzia Manpower che ha pubblicamente disconosciuto suoi annunci simili ) per approfittarsi di persone alla fame e/o alla disperata ricerca di lavoro, si fanno inviare documenti personali delle persone per poi scomparire nel nulla, usando poi questi documenti per scopi loschi. Ed è un caso quello presentato anche alla famosa trasmissione Chi L’ha Visto poco tempo fa di una ragazza, se non erro di Roma, che, inviando documenti per una fantomatica offerta di lavoro, si è ritrovata indagata per truffa! Assurdo solo a pensarci, sembra quasi un film di fantascienza, ma è ahimè la pura realtà.

Un consiglio su tutti mi viene da farlo un po’ a tutti: credo che bisogna saper prendere degli accorgimenti indispensabili per evitare di cadere nella trappola di falsi annunci, magari che incominciano con la classica frase “cercasi giovani entusiasti e volenterosi” sappiate che spesso si tratta solo di offerte che nascondono lavori gratuiti o malpagati.

E allora, come riconoscere gli annunci truffa?

Prendiamo ad esempio questi aspetti da non trascurare:

1- L’AZIENDA

L’annuncio dovrebbe indicare il nome dell’azienda, il settore in cui opera e l’attività che svolge. Solo le APL (Agenzie Per il Lavoro) sono autorizzate a pubblicare annunci senza indicare il nome dell’azienda cliente. Attenzione, dunque, agli annunci in cui la Ragione Sociale non è indicata o ha dei nomi improponibili.

2- LA POSIZIONE E LA ZONA

Un campanello d’allarme è sicuramente quando non viene indicato chiaramente il profilo ricercato. Spesso gli annunci fake sono per posizioni medio-basse che possono essere svolte da molte persone (ad esempio impiegata front/office, magazziniere, impiegato anche senza esperienza). Il titolo dell’annuncio, la mansione e il profilo sono brevi, vaghi, senza dettagli.

Inoltre, frequentemente tali annunci indicano come zona di lavoro quelle economicamente depresse, dove per le persone residenti risulta ancora più difficile trovare lavoro.

3- I CONTATTI

Generalmente le aziende serie hanno e-mail di provider a pagamento in cui la seconda parte (quella dopo la @) è personalizzata con il nome dell’azienda. Molto spesso, invece, nell’annuncio fake viene indicato come contatto una e-mail di provider gratis (come libero, gmail).

4- IL COMPENSO

Un annuncio che offre guadagni interessanti per un lavoro poco impegnativo e che non richiede particolari qualifiche deve farci sospettare. Alla larga anche da chi chiede soldi per un iniziale corso di formazione, oppure un corso di formazione gratuito in cui devi vendere un certo numero di unità del loro prodotto.

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