Roberto Dani in concerto, il 1° novembre, per ricordare Rocco Caccavari

Corpo/spazio/suono. Una relazione a partire dal silenzio

Roberto Dani in Concerto Solo per Batteria preparata, in memoria di Rocco Caccavari

In collaborazione con Segnali di Vita _ Il Rumore del Lutto e Socrem Parma

Lunedì 1 novembre alle 11.30 al Tempio di Cremazione di Valera (PR), in collaborazione con Il Rumore del Lutto e Socrem Parma, ParmaJazz Frontiere rende omaggio alla memoria di Rocco Caccavari con un concerto di Roberto Dani: Corpo/spazio/suono. Una relazione a partire dal silenzio, un concerto solista per batteria preparata. Il concerto è una produzione Parmafrontiere 2021.

Collaboratore storico del Festival e dei suoi progetti, Roberto Dani si distingue nel panorama internazionale per qualità e profondità della sua ricerca strumentale. La sua proposta si situa a cavallo fra forma improvvisata e composizione, creando una performance che coinvolge mente, corpo e suono in un totale di grande forza espressiva. Sulla scia del recente lavoro discografico Notturno, la sua proposta è giunta ad una sintesi ancor maggiore, distillata al punto da creare una sintesi miracolosa fra precisione del dettaglio sonoro e precisione dell’azione scenica.

“A cavallo tra composizione pura ed improvvisazione, Dani si è da tempo distinto nel panorama internazionale come uno dei più straordinari musicisti in attività, autore di performance che coinvolgono mente, corpo e suono in un tutt’uno di grande potenza espressiva”.  

Carlo Boccadoro

“Musicista indefinibile, Dani ha creato uno spazio che va oltre i dualismi fino all’ambito dell’immanenza: uno spazio che proprio per questa ragione è indefinibile. È difficile pensare l’immanenza: il modo per avvicinarsi ad essa è vivere l’esperienza. Non bisogna ridurre questo concerto alle etichette: ciò che conta è quanto la precisione del dettaglio sonoro e dell’azione scenica abbia trovato la sintesi tra naturale e soprannaturale”. 

Elia Moretti

Roberto Dani – biografia sintetica

Musicista autodidatta. La sua ricerca è incentrata sull’improvvisazione, i confini tra la musica improvvisata e la musica scritta, in particolare nella performance solitaria, dove indaga le relazioni tra suono e gesto, su uno strumento, la batteria preparata, appositamente sviluppato negli anni.

Da più di 25 anni esplora le connessioni con altri linguaggi: danza, multimedialità, teatro contemporaneo, come nello spettacolo Duell(O) di Michele Tadini alle prese con una scacchiera interattiva, con l’Opera contemporanea “Il sogno di una cosa” in veste di percussionista/performer con musiche di Mauro Montalbetti, regia di Marco Baliani, l’Ensemble Sentieri Selvaggi, la soprano Alda Caiello e gli attori allievi della Civica Paolo Grassi di Milano. Nell’allestimento di un percorso sonoro con l’artista Gianandrea Gazzola all’interno della mostra Il Rito Segreto presso il Colosseo, Roma (catalogo Electa). Con il teatro come nei progetti “Luce Nera” e “Non Ricominciamo la guerra di Troia” (per sei batterie e la voce recitante di Patricia Zanco), “Oscillazioni” di Vitaliano Trevisan con l’attore Fulvio Falzarano e molti altri. Ha collaborato con il Teatro La Scala di Milano, incidendo musiche per balletti commissionate al compositore Carlo Boccadoro. 

Dopo il giovanile debutto discografico con i Devil Doll, band rock progressive poi affermatasi in tutto il mondo nella quale ha partecipato come musicista e produttore, e dopo un periodo al Berklee College of Music di Boston, inizia un’intensa attività concertistica nei più importanti festival e teatri in paesi come Austria, Germania, Repubblica Ceca, Slovenia, Repubblica Slovacca, Danimarca, Israele, Svizzera, Portogallo, Francia, Belgio, Finlandia, Svezia, Lituania, Norvegia, Olanda, Estonia, Turchia, Inghilterra, Scozia, Galles, Sud Africa, Sud America, Stati Uniti, Messico, Qatar, Giappone e Corea del Sud’.

È tra i pochi batteristi (insieme ad Han Bennink, Bill Bruford e Roger Turner) ad avere suonato con la pianista e cantante americana Annette Peacock, autentica musa della sperimentazione con la quale collabora stabilmente dal 2006. Alla carriera concertistica affianca un’intensa attività didattica nel campo dell’improvvisazione attraverso la conduzione di laboratori interdisciplinari chiamati Forme Sonore, in Italia e all’estero, presso importanti istituzioni accademiche come Orpheus Insitute Ghent in Belgio, Norwegian Academy of Music di Oslo, Conservatorio G. Verdi di Milano, A. Boito di Parma, A. Pedrollo di Vicenza, P. L. Da Palestrina di Cagliari e L. Campiani di Mantova. Dal 2007 è stato docente di batteria jazz presso il Conservatorio A. Boito di Parma e dal 2018 lo è presso il Conservatorio G. Verdi di Torino. Ha suonato con Louis Sclavis, Kenny Wheeler, Dave Liebman, Paul McCandless, Norma Winstone, Michel Godard, Mick Goodrick, Ralph Alessi, Ravi Coltrane, Drew Gress, Ben Monder, Erik Friedlander, Christy Doran, Hal Crook, Giorgio Gaslini, Roberto Fabbriciani e molti altri. 

Attualmente collobora con il trio di Stefano Battaglia con il quale registra quattro cd per la prestigiosa ECM records, con Mirrors con la fisarmonicista/cantante russa Evelina Petrova, in duo con la cantante americana Annette Peacock, vari ensembles diretti da Roberto Bonati, RAM con Michele Tadini ai campionamenti in tempo reale,   

Ha all’attivo circa 100 incisioni discografiche, cinque delle quali come band leader 

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