Sensei: dal palco di “Tu sì que vales” alla collaborazione con Clementino…

Redatto Da: Margherita De Lauri, Alessia Macchia, Vasile Iulian Moldoveanu, Gaia Puzo, Raffaela Santoro, Anna Vassiliadis

Sensei

I ragazzi di oggi ascoltano costantemente musica e prediligono il rap, ma andiamo ad analizzare questo genere musicale, guardandolo anche con un occhio interno.

Il rapping spesso abbreviato semplicemente in rap, è una forma di oratoria musicale che presenta «rima, discorso ritmico e linguaggio di strada» che è eseguita o cantata in diversi modi, spesso sopra un beat o un accompagnamento musicale dove genericamente non viene utilizzato autotune. Abbiamo intervistato il rapper più veloce in Italia: Alessandro Piludu, giovanissimo e grintoso, in arte Sensei.

Redazione: Come hai scoperto questo talento formidabile?

Sensei: <<L’ho scoperto perché ho iniziato come tutti i rapper a fare freestyle, e poi andando avanti nel mio percorso mi sono reso conto che effettivamente il mio forte, o comunque la cosa che mi usciva con più facilità, era proprio andare a ritmi molto accelerati con le parole e farlo comunque in modo chiaro. Per anni ho studiato, adesso sono circa 10 anni di carriera comunque>>.

Redazione: Cosa ti ha spinto a partecipare ad un programma che ti ha reso così tanto conosciuto come “Tu sì que vales”?   

Sensei: <<Ti confesso che sono andato a ”Tu Si que vales” qualche anno fa, perché la redazione del programma mi aveva contattato e all’inizio non ci volevo andare. Però diciamo che mi sono accorto che era un bel palcoscenico e una buona possibilità che mi avrebbe aperto delle porte per farmi ascoltare da più persone e da un pubblico che magari non mi ascoltava in quel periodo. Ho fatto bene perché  ”Tu Sì que vales” ha permesso di vedere il mio talento a milioni di persone in diretta quel giorno, e poi su YouTube successivamente Il video ha totalizzato quasi 8 milioni di views>>.

Redazione: Praticamente ti ha aperto diverse strade e tanti lavori futuri

Sensei: <<Sì sì ho potuto fare centinaia di concerti, ho potuto fare tante cose, la visibilità cresce perché, se si riesce a reggere un palco del genere, è ovvio che poi le persone ti prendono più seriamente>>.

Redazione: Ci vuoi parlare della collaborazione con Clementino…

Sensei: <<Il brano con Clementino per me è un doppio onore. Primo perché, pur essendo della Sardegna, ho sangue campano. Comunque ho fatto questa canzone con Cleme con molta gioia perché, oltre al fatto che lo ascolto e lo seguo da tanto, è uno di quelli che mi ha ispirato di più a fare il rap in Italia e, avere la sua stima e il suo rispetto è stata una cosa bellissima.”

Redazione: Oltre a tua madre e a Clementino, cosa ti ha spinto a prendere questa passione e farla diventare un mestiere?

Sensei: <<Sicuramente la prima è il fatto di comunicare quello che ho dentro e di poter rendere partecipi le persone delle mie scoperte. Se io imparo una cosa nella vita, attraverso una canzone la posso raccontare e permetto agli altri di ascoltare la mia esperienza e allo stesso tempo di poterla fare loro, di prendere spunto e magari evitare gli errori che io ho fatto. Possono dire a se stessi : “Cavolo! se Sensei è riuscito a realizzarsi, posso farlo anch’io”. Magari ci sono i brani che danno più motivazione, e altri che ti fanno ballare e muoverti di più. Il senso principale è quello di tirarti su, di stare spensierato per quegli attimi in cui ascolti la musica. È un grande potere. La seconda sono i concerti, che spero si possano rifare al più presto,  per trasmettere quelle vibrazioni alle persone che sono lì e si crea un rapporto incredibile, che secondo me è irripetibile perché, ascoltarli da una canzone dentro una cuffietta è un conto, ed è molto bello, ma sentirlo dal vivo è tutto un altro aspetto>>.

Redazione: “Nonostante il successo, ti senti cambiato o sei stato proprio tu a cambiare una parte di te?

Sensei:  <<Sensei e Alessandro sono la stessa persona, io ogni mese, ogni giorno cambio. Ho voluto osservarmi e rendermi conto di quali sono i miei punti di forza, quali sono le cose su cui potevo lavorare e migliorare, tutt’ora lo faccio e mi rendo conto che questo processo di osservarmi, oltre che a cambiarmi, mi permette di migliorare la mia arte e la mia musica. Di amici ne ho persi tanti. Una volta diventati famosi si inizia a frequentare chi ha fama nel tuo campo e gli amici cambiano in modo naturale, non è stato fatto apposta. Inizi a frequentare più persone che sono in linea con il tuo progetto, il tuo lavoro, come artisti importanti. Un giorno Fabri Fibra mi ha detto:” Guarda, sai chi sono i miei amici adesso? Sono tutti i miei colleghi. Il 10% sono amici di vecchia data, ma sono veramente pochi.” Ti posso dire che adesso, dopo un anno che Fabri Fibra mi ha detto questa cosa, mi ritrovo nella stessa situazione. Il 10% sono amici della Sardegna e gli altri, dato che ora sto a Milano, sono dei colleghi come Clementino o comunque persone che in un modo o nell’altro sono connesse con la mia attività e ci dedico parecchio tempo>>.

Redazione: L’importante è la sincerità perché quando cresciamo, ci accorgiamo che molte amicizie non sono l’ideale per noi.

Sensei: <<Bravissima, un giorno un caro amico mi aveva detto:” Se vuoi diventare grande in qualche campo, inizia a frequentare persone che già stanno tenendo risultati nel campo dove vuoi operare, o stai operando, ti aiuterà di sicuro a migliorare e a prendere delle qualità buone.” Poi dipende, ognuno è libero di uscire con chi vuole, però hai ragione e io ho voluto essere sincero e dirti questa cosa che tra l’altro non mi aveva mai chiesto nessuno>>.

Prendiamo spunto da questo giovanissimo ragazzo, che dal basso è riuscito a salire di livello e a mettersi in gioco. Dovremmo un po’ tutti seguire i nostri sogni e cercare di avverarli al più presto.

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