Tik Tok e challenge: nuovo caso sospetto

Tik Tok, ancora una volta c’è l’ombra del nuovo social che spopola tra i giovanissimi sulla morte di un’ennesima vittima delle ormai tristemente famose challenge, stavolta a Borgofranco d’Ivrea ( To ).

A trovare la 12enne impiccata alla mensola del bagno è stato il padre: le modalità del suicidio ricordano molto quelle di Antonella Sicomero, morta a gennaio a Palermo proprio a seguito di una sfida estrema lanciata sul social incriminato.

Riflettendo su quanto accaduto si può dire che, rispetto a pochi decenni fa, oggi tutto è cambiato, la tecnologia come la società si è evoluta ( e qui potrei soffermarmi sul concetto evoluzione o involuzione? ), ragazzini si iscrivono ai social network senza chiedere l’autorizzazione ai genitori pur avendo meno di 14 anni. Secondo una ricerca, quasi quattro giovani su dieci ammettono di non conoscere personalmente almeno la metà degli amici o dei “follower” che hanno sui social. E, spesso, tra questi “follower” si nascondono anche amici inesistenti: il 68% dei giovani intervistati, almeno una volta, si è imbattuto in un profilo falso. Ma c’è anche chi se lo fa un profilo falso per controllare qualcuno per scherzo ma anche per vendicarsi o per vergogna del proprio aspetto.

Leggendo questi dati mi sono fermato un attimo a riflettere, su quanto inconsapevolmente siamo stati “fortunati” noi di una generazione passata, dove non essendoci tecnologia sufficiente abbiamo vissuto un ultimo scorcio di vera vita sociale ( e non non social ) e di vera infanzia, quasi di innocenza ( cosa che suscita tenerezza e una classica lacrimuccia di nostalgia ), rispetto alla generazione dei ragazzini di oggi, sempre più social e meno sociali. Eppure c’è vita al di fuori dei social. Il problema è di aspetto sociologico: molti ragazzini, compresi quelli delle scuole medie, usano alcuni social ( whatsapp, youtube, telegram ), motivo che per altri, magari anche meno affascinati da quel mondo, tendono a farne parte per non essere esclusi dagli altri, cadendo in una sorta di vicolo cieco.

La notizia di oggi deve nuovamente far riflettere: tutto questo non può non mettere in evidenza a genitori ed educatori i pericoli che i bambini e i ragazzi possono incontrare in quella dimensione sconfinata e piena di insidie che è internet. L’attenzione e il dialogo sono fondamentali per evitare che gli adolescenti cadano vittime di persone spesso affette da disturbi psichiatrici, o malvagie e manipolatrici, che talvolta si rifugiano sul web perché incapaci di costruire una rete di relazioni reali e trovano più semplice adescare piccole vittime ingenue e indifese per imprigionarli in un mondo oscuro, in un gioco che in realtà non è un gioco.

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