Napoli – 27 giugno ore 19 al Rione Sangiovanniello superconcerto per la legalità con tanti artisti napoletani

«Continui a credere nella giustizia, c’è tanto bisogno di giovani con nobili ideali». Scriveva Giovanni Falcone negli anni 80.

27 giugno ore 19 al Rione Sangiovanniello, Musica e legalità, insieme, sullo stesso palco.

Attraverso il linguaggio universale della musica saranno affrontati temi legati al contrasto alle dipendenze di ogni tipo, dalla camorra allo spaccio di stupefacenti, di sensibilizzazione all’ambiente e anche alla valorizzazione del territorio. Un quartiere storico, dove è nato il grande tenore Enrico Caruso.

<<L’impegno deve essere più forte e più capillare – dichiara Padre Salvatore Melluso della Chiesa di San Giovanni e Paolo -. Questo è un quartiere difficile come tanti a Napoli, ma dove vivono tantissime famiglie perbene che lavorano onestamente tutti i giorni. La musica unisce, aggrega, perciò con la terza Municipalità abbiamo voluto fortemente questa manifestazione>>.

Chiesa di San Giovanni e Paolo al Rione Sangiovanniello

Oltre a tantissimi cantanti napoletani prenderanno parte anche Padre Don Maurizio Patriciello, parroco del Parco Verde di Caivano e Luigi Leonardi testimone di giustizia e imprenditore anti-camorra.

Il concerto, che ha l’anima dell’intrattenimento ma con un carattere informativo-educativo, grazie al mezzo potente che è la musica, insieme agli artisti, veicola il messaggio centrale della manifestazione. Sul palco, infatti, si alterneranno momenti di musica a momenti di ascolto e riflessione. Parroci e figure istituzionali e dello spettacolo saliranno sul palco offrendo il loro contributo: con i loro interventi, creeranno dei momenti capaci di stimolare il senso critico dei giovani in un contesto di pura e sana aggregazione.

La parrocchia di San Giovanni e Paolo e la Municipalità 3 Stella – San Carlo all’ Arena hanno trasformato il quartiere in un grande palcoscenico sotto le stelle dal quale sensibilizzare il pubblico ai temi della legalità attraverso momenti artistici e musicali, ma anche narrativi. La manifestazione diventa megafono e amplificatore di temi delicati, a volte scomodi, spesso non affrontati nei grandi palchi che si trovano di fronte un pubblico, dai 18 ai 50 anni, da sensibilizzare. Un’occasione unica per il format d’intrattenimento con finalità educative che mira ad affrontare gli argomenti di rilevanza sociale al centro della sua mission.

Carlo Ferrajuolo

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