Piero Gallo & Raiz: “Luce senza culore” vista con gli occhi dell’anima.

Foto di Angelo Formisano

Guardati attorno. Guardatevi attorno tutti e chiedetevi se riuscite a vedere. Il vedere ci dà confini, il vedere ci dà appigli, il vedere ci dà certezze, ma il vedere non ci fa osservare. Osservare non è compito degli occhi, è compito dell’anima. “Luce senza culore” è un magnifico mosaico romantico di emozioni dallo spirito narrativo e descrittivo che infonde pace interiore, dall’alto senso estetico e dalla profonda sensibilità interpretativa di Raiz. La mandola di Piero Gallo è intrisa di lirismo, impreziosita da un suono caldo, vellutato e pervasivo. Il chitarrista si esprime costruendo un discorso improvvisativo struggente, arricchito da una toccante musicalità. Il suono della mandola è unico, particolarmente intenso, dall’atmosfera malinconica. “Luce senza culore” è un brano che fa vibrare le corde dell’anima. Raiz, con il suo timbro vellutato, struggente, mediterraneo, arabo, dà vita a un’interpretazione densa di pathos.

<<Ho voluto mettere in musica – dice Piero Gallo- un testo che mi è venuto di getto, autobiografico, ero particolarmente ispirato per scrivere delle parole… Non mi riesce mai, solo con Peppe Barra scrissi “Piccerè”, ma sono casi rarissimi… Mi ritengo un chitarrista, musicista, compositore… Autodidatta, istintivo, a tratti viscerale. Cerco di comunicare attraverso la musica, di far emozionare le persone che mi ascoltano… La musica è comunicazione… Il problema non è vivere di musica. Il problema è farlo mantenendo la propria dignità suonando>>.

Carlo Ferrajuolo

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